Gli ebrei triestini Abramo e Isacco Orbach militarono in uno dei primi gruppi partigiani costituitisi sulle montagne dell’Appennino Umbro-Marchigiano, la Banda Panichi, guidata da Samuele Panichi e da Gustavo Terradura, padre della celebre partigiana Walkiria Terradura.
La famiglia Orbach era arrivata a Trieste nel primo Novecento da Kielce (Polonia). Negli anni ’30 Abramo e Isacco avevano aperto un negozio di ricami; Abramo era anche divenuto un giocatore di scacchi, vincitore di tornei a livello nazionale. Poi arrivarono le persecuzioni legate all’attuazione delle famigerate leggi razziali del 1938.
Dopo l’8 settembre del ’43 i fratelli Orbach, con le sorelle e due bambini, decisero di fuggire da Trieste alla volta delle Marche, giungendo nell’entroterra pesarese, dove furono accolti e nascosti ai nazifascisti dalle popolazioni locali, salvandosi così dalla deportazione.

Abramo, nome di battaglia “Adriano” e Isacco, nome di battaglia “Iso”, combatterono con grande coraggio nella V Brigata Garibaldi “Pesaro”, mentre una delle sorella, Lea, divenne una staffetta.
Dopo che gli Alleati liberano l’Italia centrale, si unirono alla Jewish Brigade, dando la caccia ai criminali nazisti. A guerra finita tornarono nella loro Trieste, dove ripresero l’attività artigianale e commerciale che avevano dovuto abbandonare in seguito alla emanazione delle leggi razziali.
Il film ricostruisce la storia della famiglia Orbach attraverso le parole della figlia di Abramo, Loredana, collocando tali vicende nel contesto politico e sociale della vita della Comunità Ebraica triestina.
CULTURA – Anteprima del film “La resistenza degli Orbach”